Il commercialista del futuro: una professione che evolve con l’Intelligenza Artificiale

Il commercialista del futuro non è destinato a scomparire. Sta però vivendo una trasformazione profonda, guidata dall’innovazione tecnologica, dall’automazione dei processi e dall’ingresso sempre più diffuso dell’Intelligenza Artificiale negli studi professionali.

Questi temi sono stati al centro dell’incontro “Il commercialista del futuro. La sua figura sparirà? No, ma cambierà pelle”, organizzato da Errepi Software in collaborazione con la Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, che si è svolto il 5 marzo 2026 presso la sede della Fondazione ODCEC di Firenze.

L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra professionisti su come l’evoluzione tecnologica stia ridisegnando il ruolo del commercialista, portando la professione dalla gestione della routine operativa a una consulenza sempre più strategica per imprese e clienti.

Dalla routine alla consulenza strategica

Negli ultimi anni il contesto professionale è cambiato rapidamente. Tra i fattori che stanno trasformando il lavoro negli studi professionali troviamo:

  • continui cambiamenti normativi,
  • automazione dei processi contabili,
  • introduzione sempre più diffusa dell’Intelligenza Artificiale.

Molte attività operative sono oggi sempre più automatizzate: dall’import automatico degli estratti conto bancari allo scarico delle dichiarazioni precompilate, fino all’elaborazione massiva dei dati e alla gestione delle scadenze.

Questo scenario spinge gli studi professionali a riorganizzare le attività e ripensare l’offerta dei servizi, spostando il valore del professionista verso attività di analisi, interpretazione dei dati e supporto alle decisioni.

L’evoluzione tecnologica degli studi professionali

Durante l’incontro è stato evidenziato come l’informatizzazione degli studi professionali abbia attraversato tre grandi fasi:

  • 1980 – 1998: automazione dei processi
  • 1998 – 2022: digitalizzazione
  • dal 2023: trasformazione guidata da dati e intelligenza artificiale.

Oggi l’AI rappresenta un supporto decisionale e cognitivo per il professionista: automatizza attività ripetitive e libera tempo da dedicare ad attività di maggiore valore. Per questo motivo l’intelligenza artificiale va considerata un’estensione del commercialista, non un suo sostituto.

L’AI negli studi professionali: stato dell’adozione

I dati presentati durante l’incontro mostrano come l’adozione dell’AI tra i professionisti sia già significativa: circa il 65% dei commercialisti e il 62% dei consulenti del lavoro utilizzano strumenti di intelligenza artificiale nelle loro attività.

Gli utilizzi più diffusi riguardano:

  • generazione e revisione di testi
  • ricerca normativa e giurisprudenziale
  • traduzioni
  • sintesi di documenti.

Nonostante ciò, circa un terzo dei professionisti non utilizza ancora l’AI, spesso per mancanza di conoscenza delle sue potenzialità o per dubbi legati a sicurezza e privacy dei dati.

Il commercialista come consulente strategico

Il cambiamento tecnologico sta trasformando profondamente anche il modello di consulenza. Sempre più spesso il commercialista è chiamato a:

  • interpretare i dati in chiave strategica
  • supportare decisioni aziendali
  • anticipare le esigenze dei clienti con analisi predittive
  • costruire una relazione di fiducia continua con imprese e imprenditori.

La consulenza evolve quindi da intervento occasionale a flusso continuo di supporto al business, reso possibile anche dalla disponibilità di dati aggiornati e facilmente analizzabili.

Le competenze del commercialista del futuro

Per affrontare questa trasformazione non bastano più le sole competenze tecniche. Il professionista del futuro dovrà sviluppare nuove capacità, tra cui:

  • competenze tecnologiche e digitali,
  • competenze relazionali,
  • conoscenze in ambito business e marketing,
  • capacità di interpretare i dati e costruire scenari per supportare le decisioni.

Accanto a queste competenze emergono anche nuove sfide: la resistenza al cambiamento, la necessità di formazione continua e la gestione sicura delle tecnologie, anche attraverso collaborazioni o servizi esternalizzati.

Il valore insostituibile delle competenze umane

Se la tecnologia rappresenta uno strumento sempre più potente, resta centrale il valore delle competenze umane.

Esperienza, capacità di gestire l’incertezza, visione d’insieme e scelte etiche sono elementi che nessuna tecnologia può sostituire completamente. Per questo il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: non bisogna competere con l’Intelligenza Artificiale, ma collaborare con essa, elevando il ruolo delle persone e della consulenza professionale.

L’incontro ha confermato quanto il futuro della professione non passi dalla sostituzione del commercialista, ma dalla sua evoluzione: da gestore di adempimenti a consulente strategico capace di guidare imprese e professionisti nelle scelte del futuro.

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